

Sub-Contea di Kasarani, Nairobi, Kenya
Contrastare la malnutrizione e promuovere una corretta e sana alimentazione, che esula dalla programmazione corrente e si inserisca a complemento delle politiche nazionali attualmente in vigore per la lotta alla malnutrizione, integrando gli stock necessari (sia in termine di alimenti che di attrezzature) per garantire adeguati complementi nutrizionali a bambini in condizione di particolare vulnerabilità e a donne incinte o in fase di allattamento al seno, nonché il numero degli screening della malnutrizione acuta moderata e severa effettuati dal personale sanitario e socio-sanitario preventivamente e opportunamente formato.
Nel Global Hunger Index 2021, il Kenya si colloca all’87° posto su 116 Paesi, con un punteggio di 23, rientrando nella categoria di fame “grave”. Negli ultimi vent’anni il Paese ha compiuto progressi significativi nella lotta alla fame, passando da una situazione “allarmante” a “grave”, ma dal 2012 i miglioramenti hanno rallentato sensibilmente. Oggi una parte consistente della popolazione vive ancora in condizioni di insicurezza alimentare: circa un quarto dei keniani è denutrito, mentre la malnutrizione infantile, in particolare l’arresto della crescita, rimane elevata. Anche la mortalità infantile, pur in calo, diminuisce troppo lentamente. Il Kenya è particolarmente vulnerabile al cambiamento climatico: oltre il 70% della popolazione dipende dall’agricoltura, spesso basata sulle piogge. Le ripetute siccità degli ultimi anni hanno ridotto raccolti e bestiame, colpendo duramente le comunità rurali e pastorali. A ciò si aggiungono gli effetti della pandemia da Covid-19, che ha aggravato la povertà nelle aree urbane e ridotto l’accesso ai servizi nutrizionali e sanitari. La situazione colpisce in modo particolare bambini sotto i 5 anni e donne in gravidanza o allattamento, con gravi conseguenze sulla salute, sullo sviluppo e sulla sopravvivenza. La competizione per risorse naturali sempre più scarse, come acqua e terre fertili, contribuisce inoltre a tensioni e migrazioni interne, peggiorando ulteriormente l’insicurezza alimentare.
Beneficiari diretti dell’iniziativa saranno 11.488 persone, di cui:
Indirettamente beneficeranno dell’intervento circa 45.000 persone, membri delle famiglie direttamente coinvolte dai servizi erogati.
Progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la quota Irpef dell’Otto per mille
Ogni donazione è un gesto concreto che può realmente cambiare la vita di molte persone.
Per sostenere i nostri progetti puoi:
©Medicus Mundi Italia - Tutti i diritti riservati | Privacy Policy - Cookies Policy | Whistleblowing I Modello Organizzativo D.Lgs. 231/01
