Rubrica del medico - Si riuscirà a fermare la malaria?

Giornata Mondiale della Malaria

Si riuscirà a fermare la malaria?

La malaria, nelle fasce intertropicali dei due emisferi, interessa ben 4 continenti. Le aree di endemia si estendono fino al 40° parallelo Nord, che comprende anche l'Europa. La malaria sembra interessare ben 106 Paesi del mondo, distribuendosi "a pelle di leopardo", con livelli di endemia diversi. 

malaria ug2011

Il continente maggiormente colpito rimane quello africano dove la malaria è principalmente concentrata nei Paesi sub-sahariani e centrali e dove l'agente patogeno predominante è Plasmodium falciparum, la specie responsabile della quasi totalità dei casi mortali per malaria. 

Nel continente africano dobbiamo considerare le zone a endemia stabile, con livelli di trasmissione elevati durante tutto l'arco dell'anno: sono queste le zone di iperendemia, dove i casi mortali sono concentrati nella fascia di età 0-5 anni e nelle donne in gravidanza e dove l'elevato e continuo numero di punture infettanti conferisce alti livelli di immunità e comunque di breve durata.

Vi sono anche le zone con malaria instabile (aree semidesertiche, altopiani) caratterizzate da brevi periodi e da debole intensità di trasmissione, dove la popolazione presenta bassi livelli di immunità.

In queste zone la malaria può improvvisamente assumere andamento epidemico in seguito a eventi particolari (inondazioni, movimenti di popolazioni, guerre), con casi mortali distribuiti in tutte le fasce d'età di una popolazione non immune.

malaria2012Nella maggior parte degli altri continenti la specie di plasmodio predominante è P. vivax. Tuttavia sono presenti aree di iperendemia da P. falciparum anche nel Bacino Amazzonico, nel Sub-continente Indiano e in alcune isole del Pacifico orientale.

Secondo i dati più recenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e della partnership Roll Back Malaria (Rbm), su una popolazione a rischio di 3,3 miliardi di persone, a fine 2011 sarebbero 247 milioni i casi di malaria stimati nel mondo dei quali 212 in Africa, 21 milioni in Asia, 8,1 in Medio Oriente e 2,7 nel continente americano. Degli 881.000 decessi, ben 801.000 (91%) si verificherebbero nella sola africa, l'85% dei quali tra bambini di età inferiore ai 5 anni.

 
Strategie e interventi

Sono stati fatti sicuramente dei progressi a livello internazionale nel raggiungimento degli obiettivi di controllo della malaria stabiliti per il 2010 e per il 2015 dal Roll Back Malaria: ridurre la mortalità per la malaria del 50% entro il 2010 e del 75% entro il 2015, attraverso interventi diversificati soprattutto in base alle differenti risorse economiche dei Paesi colpiti.

Rbm a metà 2011 ha aggiornato gli obiettivi da raggiungere per la fine del 2015 ed ha stabilito tre punti principali:

  • azzerare la mortalità globale per malaria
  • ridurre i casi globali del 75% rispetto al 2000
  • eliminare la malaria da 10 nuovi Paesi rispetto al 2008

Le nuove strategie di controllo da applicare in maniera differente a seconda dell'area e dell'obiettivo specifico da raggiungere sono state sostanzialmente individuate tra queste quattro:

  • la diagnosi rapida di malaria, passando da quella presuntiva basata sulla sola presenza di febbre alla conferma parassitologica, sia con l'esecuzione dell'emoscopia (goccia spessa) che con l'impiego dei test diagnostici rapidi immunocromatografici per evidenziare, in particolare, i casi di malaria da p. falciparum
  • la disponibilità di una terapia precoce, da utilizzare nei casi di febbre, con il risparmio di quei farmaci da utilizzare come prima linea, ossia da riservare ai soli casi da p. falciparum (Artemisin Combination Therapy, ACT)
  • l'interruzione del contatto vettore-uomo mediante l'utilizzo di zanzariere da posizionare sul letto, impregnate di permetrina soprattutto per la protezione dei gruppi più a rischio (bambini al di sotto dei 5 anni e donne gravide)
  • interventi contro i vettori adulti endofili con l'impiego di insetticidi per il trattamento delle pareti interne delle abitazioni

 

Negli ultimi anni alcuni Paesi africani, grazie ad intensi interventi di controllo sulla malattia da parte dell'OMS, hanno evidenziato una riduzione del 50% sia nei casi confermati di malaria sia nelle ospedalizzazioni e nei decessi, altri invece hanno mostrato riduzioni tra il 25 ed il 50%.

Nel 2010 la Regione Europea ha riportato 176 casi di malaria autoctona.

 

I recenti casi della Grecia

Distribuzione della malaria in GreciaSei casi autoctoni di malaria da P. vivax sono stati riportati in Grecia nel 2012. Si tratta di soggetti che non avevano mai effettuato un viaggio al di fuori della Grecia o solo da più di cinque anni.

Nel 2011, erano già stati riportati in Grecia 63 casi di malaria autoctona, tra il 29 maggio ed 9 dicembre.

Trentatrè di questi avevano riguardato cittadini greci che non avevano mai lasciato il loro paese.

Il principale focolaio era stato nella valle di Evrotas in Lakonia, dove furono osservati anche gli altri 30 casi, che riguardavano viaggiatori migranti. Gli altri casi erano avvenuti in alcune municipalità del'Attica, d'Evoia, di Viota e Larissa.

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