Kenya e i Centri di Sviluppo per la prima infanzia

La nostra corrdinatrice sanitaria, Grazia Orsolato ci racconta dei Centri di Sviluppo per la prima infanzia in Kenya.

I Centri di Sviluppo per la prima infanzia in Kenya, ovvero gli Early Childhood Development Centers: ECDCs, cosa sono? Come funzionano?

L’assistenza prenatale, quella postnatale e il parto qualificato hanno un profondo impatto sulla crescita e lo sviluppo del bambino.
La maggior parte dei percorsi del cervello per l'apprendimento e il funzionamento equilibrato sia sociale che emotivo  vengono sviluppati durante il periodo di gravidanza fino ai tre anni di eta’.
Ecco perche’ I centri di salute e I centri di sviluppo della prima infanzia (asili infantili) sono due luoghi chiave nel progetto di YWNWA (You Will Never Walk Alone) per la prevenzione e l’identificazione precoce della disabilita’. In Kenya gli ECDCs hanno delle specifiche linee guida che includono tutti quegli aspetti necessari per la crescita e l’educazione del bambino e anche quelli relativi alla predisposizione dell’ambiente stesso. Purtroppo non tutte le scuole sono state messe nelle condizioni di poter offrire tale servizio a tutti I bambini. E l’abbiamo visto con i nostri occhi grazie alle visite fatte nel mese di Febbraio in 28 degli ECDCs che sono stati mappati e selezionati nel primo anno di progetto nonostante la pandemia abbia colpito il paese e chiuso le scuole per ben 9 mesi.
Gli ECDCs hanno, infatti, un gran numero di bambini e gli spazi non sono sufficienti per tutti. Le classi non sono da considerare inclusive, mancano materiali didattici adeguati, le insegnanti non sono state formate sull’educazione inclusiva e quindi non hanno le capacita’ di poter seguire anche bambini con disabilita’. Spesso li riferiscono a scuole e/o centri con Special Unit dedicate solo a bambini con diversi tipi di disabilita’ . Insomma I passi da fare sono ancora tanti, ma nel primo anno di progetto si e’ riusciti a formare 26 insegnanti su educazione inclusiva e diagnosi precoce. I giorni di formazione ci hanno permesso di entrare in relazione con le insegnanti e le scuole stesse e iniziare un percorso che ci auguriamo porti ad una maggiore capacita’ e consapevolezza alla disabilita’.
Le visite ci hanno permesso anche di consegnare 28 set di materiale didattico composto da cubi colorati numerici e alfabetici e telai con allacciature e abbotonature per le capacita’ motorie di un bambino.
Se le insegnanti diventeranno capaci di insegnare con modalita’ inclusive e anche riusciranno ad aiutare i genitori ad identificare i bambini con disabilita’ e allora gli ECDCs avranno raggiunto uno dei loro obbiettivi: l’educazione inclusiva senza lasciare nessun bambino con disabilita’ a casa!!!
 
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